Dopo 10 anni c'è ancora chi paga per la crisi. Per fortuna

rbs subprime multa crisi

Royal Bank of Scotland dovrà pagare 5,5 miliardi per la vendita dei bond tossici, in attesa di chiudere la partita anche con il Dipartimento di giustizia Usa. L'ammenda più importante resta quella di Bank od America: 16,6 miliardi

Finalmente qualcuno paga per la crisi dei mutui subprime. Stavolta tocca a Royal Bank of Scotland sganciare 5,5 miliardi alla Federal Housing Finance Agency (Fhfa), l'Agenzia statale americana che supervisiona il settore dei mutui sulla casa. Rbs è colpevole di aver venduto modo fraudolento 32 miliardi di bond tossici legati a prestiti immobiliari a Fannie Mae e Freddie Mac , tra il 2005 e il 2007. L'istituto scozzese, controllato dal governo Uk al 71% dopo il salvataggio pubblico, dovrà risarcire anche il Dipartimento di Giustizia americano con cui la causa è ancora in corso: si parla di almeno altri 10 miliardi .

TUTTE LE MULTE PER LA CRISI DEI MUTUI SUBPRIME

Dal 2011, sono 18 i provvedimenti aperti dalla Federal Housing Finance Agency e quello contro Rbs è il più importante. Si indaga sulla vendita di oltre 200 miliardi di dollari di bond suprime ai giganti dei prestiti immobiliari con garanzia statale , Fannie Mae e Freddie Mac. Nel 2007, le due società valevano un terzo di Wall Street con 5.200 miliardi di ipoteche immobiliari. Lo scoppio della bolla immobiliare fece perdere 14 miliardi e crollare il valore delle loro azioni, poi nazionalizzate .

«Questo accordo», ha commentato il Ceo di Rbs, McEwan, 1ci ricorda ciò che è accaduto a questa banca prima della crisi finanziaria, e il pesante prezzo pagato per seguire ambiziosi piani di espansione globale ». McEwan nel 2015 ha chiuso il ramo del trading legato ai bond immobiliari, riportando la banca al solo investment banking e di prestiti alle imprese.

LE ALTRE COLPEVOLI

In questi anno la commissione d'inchiesta voluta da Barack Obama ha comminato multe per 200 miliardi a Bank of America (16,6 miliardi di dollari), Jp Morgan & Chase (13 miliardi), Deutsche Bank (7,2 miliardi), Citigroup (7 miliardi), Goldman Sachs (5,1 miliardi), Morgan Stanley (3,2 miliardi) e Credit Suisse (2,2 miliardi). Anche l'agenzia di rating Moody's ha patteggiato 864 milioni di ammenda.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti

Se siete iscritti alla community di Business People effettuate il login per pubblicare un commento.
Se non siete iscritti, registratevi alla community di Business People.