Manager promotori del cambiamento

Manager-Lavoro © iStock/courtneyk

Non è più tempo di attendere. I manager devono promuovere con forza il cambiamento nelle aziende e nell’economia, consci dei rischi e guidati dalle opportunità, coinvolgendo e motivando la maggioranza dei collaboratori e degli interlocutori che questa è l’unica strada per avere un futuro. Certo, devono anche dare loro gli ancoraggi necessari per affrontare il rischio di cambiare, eventualmente sbagliare, e la certezza di sentirsi parte importante di un disegno di crescita.

È quello che facciamo sempre e da sempre, ma oggi dobbiamo farlo con ancor più forza per spronare e coinvolgere tutto il Paese. Perché dobbiamo uscire da una profonda impasse causata da decenni di immobilismo, a fronte di un mondo che cambia alla velocità della luce. Perché, mentre servono classi dirigenti a livello politico, economico e sociale che abbiano competenze e responsabilità, volontà e coraggio di cambiare davvero, sono anni che la politica non riesce a fare una legge elettorale.

"

Servono imprenditori

disposti a collaborare

con i dirigenti,

delegando responsabilità

e decisioni

"

Certo, competenze, visione ed etica. Ma, guidati da questi ancoraggi, servono dirigenti determinati nel cambiare il modo di fare business (innovando i modelli e creando nuove opportunità), di lavorare (nuovi modelli organizzativi e ruolo delle persone, crescita professionale, partecipazione, responsabilità e delega), di relazionarsi con gli stakeholder (il territorio, le istituzioni, la società, ecc.). Questi manager li abbiamo già e li stiamo facendo crescere, basta vedere il successo che tanti hanno anche all’estero, ma dobbiamo avere un ecosistema che li metta in grado di farlo al meglio e quindi di svolgere appieno il loro ruolo. Prima di tutto imprenditori più disposti a collaborare con i manager e a farli entrare nelle loro imprese delegando responsabilità e potere decisionale. Troppe aziende familiari in Italia non hanno manager esterni alla famiglia (70% contro il 20% dei nostri principali partner europei) e proprio qui sta buona parte della nostra incapacità di competere nella nuova economia digitale e 4.0. Servono poi, politici che, dove hanno voce in capitolo e ha senso ne abbiano, scelgano i manager per meriti e visioni, non per appartenenza e fedeltà. Perché, come nel caso di Alitalia, quando si dice (in parte anche a ragione) che la colpa è dei manager, dobbiamo capire chi e come li ha scelti.

Dobbiamo farci largo e spazio e pretendere di agire il nostro ruolo e avere tutto quanto serve per farlo nelle imprese private e in quelle pubbliche. Se questo non accade, dobbiamo lottare per averlo o denunciare gli ostacoli, così come chi ci impone strategie/scelte sbagliate e facili scappatoie da una vera concorrenza. Ma per battere quello che non va, la miglior ricetta è far prevalere quello che è nuovo, funziona e crea sviluppo in termini di pil e occupazione.

Commenti

Se siete iscritti alla community di Business People effettuate il login per pubblicare un commento.
Se non siete iscritti, registratevi alla community di Business People.

Progetto manager

Guido Carella è presidente di Manageritalia, la federazione nazionale dei dirigenti, quadri e professional di commercio, trasporti, turismo, servizi e terziario avanzato. L’associazione rappresenta in tutto il Paese circa 35.500 professionisti

Archivio

Blog più letti